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VINI BIANCHI CALABRIA

Quando i coloni greci arrivarono in Calabria intorno al 400 a.C., trovarono vigne già allevate su palo. Chiamarono questa terra Enotria, ovvero terra delle viti, e quel sistema di allevamento, l'alberello enotrio, si usa ancora oggi. La Calabria è una delle regioni vinicole più antiche d'Europa, con un patrimonio di vitigni autoctoni tra i più densi e meno esplorati d'Italia. Per decenni le cooperative hanno sacrificato qualità per volume; dalla fine degli anni '90 una nuova generazione di produttori sta invertendo quella traiettoria, puntando su vitigni che altrove non esistono.

Greco Bianco, Mantonico, Pecorello: tre vitigni che non trovi altrove

Il Greco Bianco calabrese è la varietà dominante della regione, base del Cirò Bianco DOC e protagonista di uno dei passiti più rari d'Italia, il Greco di Bianco DOC, prodotto con uve parzialmente appassite attorno all'omonimo comune sulla costa ionica. Va detto subito: non ha nulla a che vedere con il Greco di Tufo campano: il profilo genetico ha stabilito che sono varietà completamente distinte, nonostante il nome simile. Nelle versioni secche dà vini sapidi, con una nota ammandorlata nel finale, adatti al pesce e alla cucina calabrese di mare. Il Mantonico, coltivato soprattutto nel Reggino e nelle Terre di Cosenza, si presta sia a versioni secche strutturate sia a passiti di grande intensità. Il Pecorello, più raro, dà bianchi freschi e aromatici nell'entroterra cosentino. Merita una menzione a parte il Moscato Passito di Saracena: prodotto con una tecnica di bollitura del mosto che concentra gli zuccheri prima della fermentazione, procedura antichissima e unica al mondo, è uno dei vini dolci più originali d'Italia, quasi introvabile fuori dalla Calabria.

Cosa aspettarsi e come abbinare i bianchi calabresi

I bianchi calabresi sono vini mediterranei nel carattere: struttura, sapidità marcata, frutto maturo. Non sono bianchi da aperitivo leggero: reggono la cucina locale, che è sapida e speziata. Il Cirò Bianco su pesce spada alla ghiotta, nduja in versioni più grasse, formaggi caprini freschi. Il Mantonico secco su piatti di pesce strutturati, triglie, gamberi rossi di Mazara. Vale la pena esplorare anche la scena più contemporanea: il gruppo Cirò Revolution, una rete di piccoli produttori biologici e biodinamici nata negli anni 2010 attorno alla DOC Cirò con l'obiettivo di alzare l'asticella qualitativa e ridare identità alla denominazione, ha portato macerazioni lunghe, rese contenute e una nuova lettura del Gaglioppo e del Greco Bianco. Nella DOC Melissa, confinante con Cirò, alcuni produttori vinificano in anfora. Una regione che vale la pena scoprire prima che diventi ovvia, un po' come abbiamo visto succedere ai bianchi siciliani nell'ultimo decennio.

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