Vini della Valpolicella: storia e caratteristiche

Di Redazione

Uve Corvina nella Valpolicella, provincia di Verona

Guida Tannico

Valpolicella

Amarone, Ripasso e Recioto: tre vini, un solo territorio a nord di Verona

A nord di Verona, tra le colline che digradano verso la pianura, nasce uno dei territori più prolifici del vino italiano. Il nome Valpolicella deriva da una fusione di latino e greco che significa "valle delle molte cantine". Oggi la zona produce tre vini diversi dalla stessa uva: uno fresco e beverino, uno concentrato dall'appassimento, uno che sta a metà strada tra i due.

Territorio e origine del nome

La zona si divide in due parti nettamente diverse. La Classico, la porzione originaria tra i comuni di Sant'Ambrogio, Fumane e Negrar, si sviluppa su colline tra i 150 e i 450 metri, con suoli calcarei e temperature più fresche. Le zone più recenti, integrate alla denominazione nel 1968, si estendono verso est fino al confine con il Soave e a sud sulla pianura, dove i suoli sono più profondi e le temperature più alte. Una terza sottozona, la Valpantena, può comparire in etichetta accanto a Classico e resta la meno conosciuta delle tre.

Questa distinzione conta più di quanto sembri. I produttori più attenti alla qualità lavorano quasi esclusivamente sulle colline, mentre gran parte della produzione di pianura ha alimentato per decenni un'immagine di Valpolicella come vino di consumo rapido e poco caratterizzato.

Il dettaglio tecnico

Il successo commerciale dell'Amarone ha ridotto la produzione della Valpolicella base da 41 a 18 milioni di bottiglie tra il 2005 e il 2020. Nello stesso periodo il Ripasso è salito da 7 a oltre 30 milioni di bottiglie.

Corvina e appassimento: la base di tutto

Tutti e tre i vini della Valpolicella nascono dallo stesso assemblaggio: Corvina (o Corvinone, la variante più resistente allo stress idrico), storicamente considerata l'uva migliore della zona, insieme alla Rondinella. La Corvina giovane, vinificata senza appassimento, ricorda un buon Beaujolais: si beve fresca, con un carattere di ciliegia acidula molto riconoscibile.

Per Amarone e Recioto, le uve migliori vengono invece raccolte a mano e messe ad appassire per mesi in locali areati, fino a dicembre inoltrato. Il processo concentra zuccheri e aromi, ma comporta anche la perdita del 30-40% del peso dell'uva: è uno dei motivi per cui questi vini restano più costosi della Valpolicella base.

Le quattro anime della Valpolicella

Stessa uva, quattro percorsi di vinificazione completamente diversi.

Vino fresco, senza appassimento

Valpolicella Classico DOC

Vitigni

Corvina/Corvinone 45-95%, Rondinella 5-30%

Nel bicchiere

ciliegiascaricobeverino

Da abbinare a

Salumi, primi piatti leggeri, servito leggermente fresco.

È la versione senza appassimento, vinificata come un rosso semplice e diretto. Colore scarico, tannino morbido, acidità viva: caratteristiche che negli ultimi anni lo hanno riportato al centro dell'attenzione, complice il ritorno di interesse verso i rossi leggeri e da servire freschi.

Vino da appassimento secco

Amarone della Valpolicella DOCG

Vitigni

Corvina/Corvinone 45-95%, Rondinella 5-30%

Nel bicchiere

frutta rossa appassitaspeziatostrutturato

Da abbinare a

Brasati, selvaggina, formaggi stagionati.

Nato per errore, come un Recioto la cui fermentazione non si è fermata ed è arrivata a secco, l'Amarone è diventato un vino a sé stanti solo dagli anni '50. Deve avere massimo 9 g/l di zuccheri residui a 14 gradi, e un affinamento minimo di due anni, quattro per la Riserva. Il nome viene proprio dal retrogusto amaro che lo contraddistingue.

Il trend del momento

Il Valpolicella Classico è tra i protagonisti della riscoperta dei rossi scarichi, leggeri e da servire freschi. Rientra nella stessa categoria dei vini rossi leggeri e dei rossi da servire freschi più cercati del momento.

Vino "ripassato"

Valpolicella Ripasso DOC

Vitigni

Corvina/Corvinone, Rondinella

Nel bicchiere

ciliegia maturavanigliacorposo

Da abbinare a

Brasati, arrosti, primi piatti saporiti.

Nato tra gli anni '70 e '80, il Ripasso prende una Valpolicella già fermentata e la fa rifermentare sulle vinacce ancora umide di Amarone o Recioto, appena tolte dai rispettivi tini. Il risultato è un vino più corposo e alcolico della Valpolicella base, diventato negli anni un'alternativa più accessibile all'Amarone.

Classico o Ripasso?

Il Classico resta leggero e va servito fresco, adatto a un pasto quotidiano. Il Ripasso, più alcolico e strutturato dal passaggio sulle vinacce, si avvicina già al territorio dell'Amarone: la scelta dipende dal piatto, non dal budget.

Vino da appassimento dolce

Recioto della Valpolicella DOCG

Vitigni

Corvina/Corvinone 45-95%, Rondinella 5-30%

Nel bicchiere

frutta rossa passitadolceavvolgente

Da abbinare a

Dessert al cioccolato, formaggi erborinati.

Il nome deriva da "orecchio", perché in origine si usavano solo gli acini più maturi dei grappoli, quelli delle "orecchie" superiori. È il vino più antico dei tre, la versione dolce che l'Amarone ha "tradito" fermentando fino in fondo. Oggi resta il meno prodotto, complice una domanda più bassa rispetto ad Amarone e Ripasso.

Le cantine storiche della Valpolicella

Tra i produttori che hanno definito lo stile della Valpolicella spiccano Allegrini, Bertani e Masi, tra i nomi storici della zona Classico. A queste si affiancano Tommasi, presente su tutte e tre le tipologie della denominazione, Le Salette e Zýme.

Selezione Tannico

Tutti i vini della Valpolicella nel catalogo Tannico

Amarone, Ripasso, Recioto e Valpolicella Classico delle migliori cantine della zona.

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